2 settembre 2026
TSJ di Murcia: aumento del 30% por incumplimiento de medidas de seguridad en obra
Il Tribunale Superiore di Giustizia di Murcia conferma un aumento del 30% sulle prestazioni di un lavoratore infortunato in cantiere, ritenendo che l'impresa abbia violato le misure di sicurezza obbligatorie. L'infortunio è avvenuto a causa di un vano non protetto in una scala.

Il Tribunale Superiore di Giustizia (TSJ) della Regione di Murcia ha confermato, con sentenza della sua Sezione Lavoro, un aumento del 30% sulle prestazioni di sicurezza sociale percepite da un lavoratore dopo aver subito un infortunio in un cantiere. La decisione giudiziaria sostiene la valutazione secondo cui l'impresa ha violato le misure di sicurezza obbligatorie nel luogo di lavoro, in particolare in una scala del cantiere dove si è verificata la caduta del lavoratore. Questo caso sottolinea l'importanza della prevenzione dei rischi lavorativi e l'obbligo dell'impresa di garantire condizioni sicure, anche in presenza di possibili distrazioni non temerarie dei lavoratori.
Fatti accertati: caduta attraverso un vano non protetto in una scala di cantiere
La sentenza del TSJ di Murcia conferma i fatti dichiarati provati in primo grado, secondo i quali un lavoratore ha subito un infortunio mentre scendeva da una scala di cantiere trasportando attrezzi. Durante la discesa, ha perso l'equilibrio e è caduto attraverso un vano esistente tra i gradini e la muratura, alto 52 centimetri. Secondo la decisione, in quel punto della scala non erano presenti né parapetti né elementi materiali che impedissero la caduta, né segnaletica specifica sul rischio di possibile caduta.
L'Ispettorato del Lavoro ha identificato la zona insicura e l'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) ha applicato l'aumento del 30% sulle prestazioni derivanti dall'infortunio. L'impresa, nel suo ricorso, ha sostenuto che l'infortunio sia stato causato da un caso fortuito o da un errato appoggio del lavoratore, e che il cantiere disponesse di misure generali di protezione.
Criterio giudiziale: violazione dell'obbligo preventivo e nesso causale
La Sezione Lavoro del TSJ di Murcia respinge il ricorso dell'impresa e conferma la sentenza di primo grado. Il tribunale ritiene che le modifiche proposte dall'impresa non alterino il senso della decisione, poiché il rischio era localizzato proprio nel vano esistente nella scala dove si è verificata la caduta. La decisione sottolinea che l'aumento si basa sull'esistenza di una zona insicura nella scala, derivante dalla differenza di larghezza tra i gradini, senza protezioni né segnaletica contro il rischio di caduta.
Il tribunale ricorda che la Legge sulla Prevenzione dei Rischi Lavorativi stabilisce l'obbligo per l'impresa di adottare tutte le misure necessarie per garantire la protezione efficace dei lavoratori. Inoltre, cita che l'efficacia delle misure preventive deve prevedere distrazioni o imprudenze non temerarie che il lavoratore potrebbe commettere. In questo caso, la Sezione ritiene che il rischio di caduta attraverso il vano della scala fosse evidente e che la mancanza di misure di sicurezza fosse altrettanto evidente, indipendentemente dall'esperienza del lavoratore nel cantiere.
La sentenza conclude che esiste un nesso causale adeguato tra il sinistro e la condotta dell'impresa per omissione delle misure di sicurezza richieste, confermando così l'aumento del 30% sulle prestazioni derivanti dall'infortunio lavorativo.
Conseguenze giuridiche e spese processuali
A seguito del rigetto del ricorso, il TSJ di Murcia condanna l'impresa alle spese processuali, fissate in 800 euro per gli onorari della rappresentanza legale della parte resistente. La decisione giudiziaria non modifica l'importo dell'aumento del 30% sulle prestazioni di sicurezza sociale percepite dal lavoratore infortunato, che rimane in vigore.
Questa pronuncia giudiziale ribadisce il principio secondo cui l'obbligo preventivo in materia di sicurezza e salute sul lavoro non si esaurisce con l'adozione di misure generali, ma richiede di garantire la protezione in ogni zona di rischio specifica del luogo di lavoro. La sentenza ricorda che l'esperienza del lavoratore non esime l'impresa dal suo dovere di protezione e che l'efficacia delle misure preventive deve considerare possibili distrazioni non temerarie. Per una valutazione giuridica adeguata alle circostanze concrete di ogni caso, si consiglia di consultare un professionista specializzato in diritto del lavoro e prevenzione dei rischi.